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Il lavoro che serve

Il dibattito pubblico sull’industria 4.0 ha a lungo proposto una chiave di lettura strettamente tecnologica, ma da qualche tempo la discussione sugli effetti sociali del nuovo paradigma inizia a formarsi, aprendo fronti di indagine per le scienze sociali, economiche e giuridiche spinte ad analizzare la riconfigurazione in atto dei rapporti fra persona e organizzazione, tecnologia e sistemi produttivi, lavoro e tempo libero, mercato e società. Cresce dunque il bisogno di conoscere le ricadute dell’industria 4.0 sul lavoro, per rinspondere a un confronto pubblico poco informato e velato di elementi ideologici, ma privo di dati e analisi puntuali sui rapporti che l’industria 4.0 instaura con i meccanismi dell’apprendimento e dell’addestramento, con l’esercizio della creatività e del problem solving, con la definizione di nuovi margini (più larghi o più stretti?) di autonomia per i lavoratori, con il problema del coinvolgimento attivo e della partecipazione. Gli spazi di partecipazione, le occasioni di co-design del processo produttivo, la modifica delle competenze e i nuovi input sulla formazione, le politiche salariali e i percorsi di carriera, i miglioramenti ergonomici su salute e sicurezza e l’insorgenza di stress da lavoro correlato… sono i capitoli principali che le nuove ricerche tentano di affrontare.

 

OBIETTIVI E RISULTATI /

Il progetto di ricerca Il lavoro che serve. Persone nell’industria 4.0 indaga la modificazione organizzativa, le potenzialità e difficoltà della trasformazione digitale, l’investimento congiunto in tecnologia e risorse umane, l’impatto delle trasformazioni digitali sulla forza lavoro in termini di benessere, partecipazione alle trasformazioni, opportunità e rischi percepiti, la frontiera della formazione, le competenze e i bisogni emergenti.

 

La ricerca sul campo ha coinvolto 20 imprese del Made in Italy, intervistando individualmente e attraverso due focus group mirati 131 persone in 11 regioni italiane, per un numero di ore che sfiora quota cento (99) e 26.000 chilometri di viaggi nel paese. Al centro delle osservazioni, fabbriche che stanno interpretando la trasformazione 4.0 con tutte le sue contraddittorie manifestazioni, in termini di cultura manageriale, sviluppo organizzativo, scelte tecnologiche, ruolo dei lavoratori, modelli regolativi, percezioni dei sindacati, nelle quali rintraccaire gli indizi del lavoro che cambia a confronto con una tecnologia che non riesce ancora a sostituirlo.

 

La  ricerca è organizzata in cinque capitoli, frutto del lavoro congiunto di tre autori:

  • Persone, di Annalisa Magone, è il disegno di dieci fabbriche rac-contate attraverso le persone che vi lavorano.
  • La via italiana, di Salvatore Cominu, è un breve capitolo che inquadra il lavoro di ricerca illustrando al lettore le scelte e le ipotesi che sorreggono la rilevazione sul campo.
  • Grammatica del digitale, di Tatiana Mazali, entra nel vivo dell’analisi, guardando all’industria 4.0 da una prospettiva al momento rara nelle ricerche in questo settore: la cultura digitale e dei media di comunicazione come strumenti chiave dell’organizzazione nelle fabbriche che si fanno intelligenti.
  • Grammatica del lavoro, di Salvatore Cominu, prende in mano l’analisi da una diversa prospettiva, considerando il modo in cui cambiano la composizione del lavoro, i suoi contenuti, le gerarchie, le aspettative di imprese e lavoratori anche alla luce della ricerca internazionale sul tema.
  • Voci è un’opera collettanea, frutto di diversi contributi autoriali.

 

Alla ricerca hanno collaborato con interventi originali professionisti in vari campi: Michele Bignami e Daniele Fumagalli (ragionamenti in materia giuslavuristica), Paola Giacomello e Michele Riva (change management), dirigenti Fim Cisl (sindacato e partecipazione), Rosanna Terminio (modello cinese), Fiamma Ferrero (open innovation).  Hanno collaborato sul piano realizzativo: Emanuela Shaba (Università Statale Milano), Roberta De Bonis Patrignani (Istituto Superiore Mario Boella), Paola Mussinatto (Torino Nord Ovest).

 

/ La ricerca è stata realizzata da Torino Nord Ovest in collaborazione con il Politecnico di Torino. La postfazione del volume è a cura del Rettore del Politecnico di Torino Guido Saracco.

 

Le imprese della ricerca

Alf (web), Bottero (web), Casappa (web), CB e Valko (web), Gruppo Cft (web), Comau (web), Cosberg (web), Fratelli D’Acunzi (web), Eurotech (web), Ferrari Farm (web), iGuzzini (web), Intercable (web), Lima Corporate (web), Mi-Me (web), Noberasco (web), Pedrollo (web), Prima Industrie (web), Gruppo Rina (web), Samec (web), Sariv (web)

 

Testimoni privilegiati

Luca Villa (Ast), Salvatore Poloni (Banca Popolare Milano), Marco Parachini (Biochemtex), Natale Manini (Co.Bo), Alessia Mazali (Gabbiano), Alessio Magrini (Fujitsu Siemens), Marta Signore (Gruppo Koelliker), Luigi Marelli (Poste Italiane), Josef Nierling (Porsche Consulting), Lorenzo Basso, Dominik Matt, Stefania Benedicti, Walter Gasparetto, Alice Schweigkofler (Fraunhofer Italia), Marco Bentivogli (Fim Cisl Nazionale), Stefano Abbatangelo, Giovanni Ballan, Giovanni Caruso, Catia Cuzuma, Teresa Cubello, Sergio De Salve, Andrea Donegà, Massimo Mana, Maurizio Montini, Massimiliano Nobis, Mario Olivito, Cristiana Pauletti, Martina Rinaldi, Antonio Sansone, Andrea Todero, Gianpiero Turus, Fabiano Venuti, Andrea Vignali (Fim Cisl regionali e territoriali di Emilia Romagna, Friuli Venezia Gulia, Lombardia, Piemonte e Veneto).

 

/Periodo 2017-2018

/Partner Nctm Studio Legale, Lee Hecht Harrison, Fim Nazionale