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Economia della terra

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/ le ragioni del progetto

 

Un paese diviso e diseguale, dove il Sud scivola sempre più nell’arretramento. È la fotografia emersa dalle anticipazioni del Rapporto Svimez 2015 sull’economia del Mezzogiorno dove, per il settimo anno consecutivo, il Pil è risultato negativo e si è ridotto complessivamente negli anni della crisi del 13%, quasi il doppio della flessione registrata al centro e al nord. Le cause principali sono legate soprattutto a una più sfavorevole dinamica della domanda interna, sia per i consumi che per gli investimenti e ad un mercato del lavoro fortemente provato, che ha registrato negli stessi anni una caduta dell’occupazione del 9%.

 

È la sintesi di un ritardo strutturale e di difficoltà radicate di un paese che si presenta, dal punto di vista della capacità di affrontare lo sviluppo economico, in modo disomogeneo. Oltre a ciò, il punto chiave come da più voci denunciato è l’assenza da molti decenni di politiche pensate per il Mezzogiorno, mentre prende un modello che, per effetto della lunga recessione e dei vincoli alle politiche fiscali, ha allargato il divario con le aree settentrionali non soltanto sul terreno delle attività economiche e dell’occupazione ma anche in quasi tutte le dimensioni del benessere.

 

Come mostrano gli stessi rapporti, il Sud non è tutto uguale. Ai territori urbani dove regna il disagio e alle aree interne più penalizzate, si contrappone un altro sud dinamico dove, in un contesto caratterizzato da relazioni familiari tradizionali e nuclei numerosi, i giovani sono fra i più attivi, la disoccupazione femminile è più bassa e la quota di imprenditori più alta. Come lo definisce il rapporto, è un “Sud che spera” e cerca una via di riscatto a partire dalla sua maggiore ricchezza: il territorio. È una delle declinazioni del Made in Italy, inteso non come comparto (si tratta invece di una pluralità di microsettori) ma come risorsa intangibile che “dà valore” cristallizzandosi in produzioni nazionali e tipicità territoriali.

 

Fattori come il patrimonio artistico e naturale, la storia e la tradizione locale, la qualità della vita rappresentano opportunità per i territori, purché si consideri che la dimensione dell’investimento non attiene alla sola accumulazione di, impianti, macchinari, prodotti della proprietà intellettuale, ma anche di conoscenza, identità, socialità e relazionalità, saper fare – la cultura di cui è impregnato il paese. Sono le potenzialità del patrimonio culturale e paesaggistico, che in oltre la metà dei sistemi territoriali italiani si trova proprio nel Mezzogiorno.

 

/ dentro la ricerca

 

Economia della terra. Cibo, territorio, vocazioni, sviluppo in Calabria intende approfondire lo stato dell’arte, le possibilità di sviluppo, la reazione alla crisi, gli adattamenti, le scelte delle imprese che fanno parte dell’ecosistema incardinato sulla valorizzazione delle risorse territoriali e culturali della regione Calabria, partendo dalla filiera agroalimentare (produzione, distribuzione, commercializzazione) per allargare lo sguardo verso le “filiazioni economiche improprie” che legano il cibo alla valorizzazione territoriale, analizzando le trasformazioni in corso tra le imprese, osservando casi emblematici di trasformazione di prodotto e di processo, intrecciando storie d’impresa e storie personali. Attraverso la lente del cibo, l’indagine si propone di osservare i tanti microsettori ad esso collegati, in un’ottica integrata e trasversale: l’agricoltura e la trasformazione agroalimentare; la produzione di sistemi, macchine e apparati; la commercializzazione; la leva turistica e l’impresa culturale.

 

/le fasi di lavoro

  1. Caratteristiche quantitative dell’economia della terra a specializzazione calabrese è la parte dedicata alla ricostruzione della consistenza quantitativa dell’ecosistema individuato, attraverso la ricognizione e lettura incrociata di dati ufficiali e della letteratura scientifica sul tema.
  2. Ricostruzione di alcune storie aziendali e di vita, di imprenditori nei settori in esame è la parte dedicata alla ricostruzione di un set di casi attraverso interviste in profondità a imprenditori e artigiani calabresi, con storie di vita e professionali emblematiche, per leggere in tralice alle singole storie l’attitudine di un mondo, estraendo regole di comportamento generalizzabili a un progetto territoriale.
  3. Atelier sull’ecosistema della economia della terra calabrese e confronto pubblico è la parte dedicata al coinvolgimento degli operatori di differenti provenienze ed estrazioni (imprenditori e rappresentanze del mondo imprenditoriale, sindacalisti, referenti del mondo cooperativo, agenzie di promozione e sviluppo, enti territoriali, amministrazioni pubbliche, esperti e ricercatori) in una occasione di confronto allargato gestito con i metodi della progettazione partecipata.

 

/in sintesi

 

Lo studio è stato presentato nelle sue linee essenziali e discusso nel corso di un atelier tenuto al campus dell’Università della Calabria (Cosenza).

 

/periodo 2015-2016

/partner Unipol, Università della Calabria

/inoltre

  • Il report completo
  • Il programma dell’atelier (31.03.2016)
  • Press | La Calabria progetta il futuro con un’economia a misura d’uomo (qui)| Il Sole 24 Ore | 06.04.2016
  • Press | Viscomi: «La vera sfida delle istituzioni è la velocità di decisione» (qui)| Corriere della Calabria | 31.03.2016
  • Press | Presentata l’indagine “Economia della terra” (qui) | Newsletter Cru Unipol | 31.03.2016

 

  • Presentazione (prezi)

 

 

  • Galleria fotografica (31.03.2016)