25 novembre 2009 / Salvatore Cominu

La crisi tenaglia

La crisi che da oltre un anno ci attanaglia presenta, sul versante degli effetti economici e occupazionali, indicatori espliciti ma anche aspetti opachi, che sfuggono alla rappresentazione collettiva, sono più immaginati che conosciuti. Alla “zona grigia” è dedicato questo post.

Nei dieci anni che l’hanno preceduta, il sistema produttivo torinese si era caratterizzato per la combinazione di più cicli di trasformazione: 1) la “metamorfosi industriale”, cioè ibridazione produttiva tra industria e servizi; 2) il travaso di lavoro dalla manifattura al terziario, collegato a consulenza, informatica, marketing, design, ricerca, ma anche a cultura, formazione, intrattenimento; 3) il contestuale travaso di posizioni professionali dai gruppi a medio-bassa qualificazione verso le alte qualificazioni – professionisti, specialisti, tecnici –, con la formazione di un’ampia area di “lavoro conoscitivo” disperso nella puntiforme geografia metropolitana di piccole società, studi professionali, self-employed.

Il problema dei prossimi anni sarà verificare la tenuta di questi processi… la crisi come banco di prova.

Il mondo del lavoro, dal punto di vista dei sistemi di protezione e degli ammortizzatori sociali, è scomponibile in quattro campi, dai confini mobili e con ampie porosità, ma comunque distinguibili.

  1. L’impiego pubblico.
  2. Le attività che fruiscono degli ammortizzatori istituzionalizzati: CIG ordinaria e straordinaria (imprese industriali e in parte artigiane con più di 15 lavoratori; nel caso della CIGS ; poi ci sono integrazioni salariali per lavoratori di aziende agricole.
  3. Le attività coperte dalla cassa integrazione in deroga: da maggio, in Piemonte , tutte le tipologie di lavoro subordinato (incluse quelle a termine, i contratti di apprendistato, di somministrazione, i soci di cooperative) di qualsiasi settore, anche i liberi professionisti. Lo sottolineiamo: si tratta di un’estensione del campo di applicazione del tutto eccezionale.
  4. Ciò che resta fuori è la “zona grigia” in senso stretto.

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