/

spotlight /

Torino Internazionale

/

Il 6 dicembre, l’assemblea dei soci ha deliberato la chiusura dell’Associazione Torino Internazionale dopo quindici anni di attività. Nata nel maggio 2000, poco dopo la pubblicazione del Piano strategico per la promozione della Città, ha rappresentato davvero, per alcuni anni, un punto di snodo del confronto culturale e politico di Torino. Strumento plastico, il piano strategico ha rivelato nel tempo tutti i suoi pregi e tutti i sui punti deboli.

 

Fra i primi la disponibilità naturale a guardare allo sviluppo del territorio e della comunità in senso “rotondo” ovvero tenendo insieme ambiti che in realtà “non si tengono”: la cultura e l’industria, le infrastrutture materiali e immateriali, il welfare e l’educazione. Fra i secondi la necessità viscerale – per gli stakeholder del Piano – di identificare chiaramente una guida, una leadership, senza  la quale le deboli forse che sorreggono la governance della piattaforma di lavoro (deboli perché basaste sulla libertà di aderire ad una idea) svaporano come la schiuma sulla battigia.

 

Il Piano strategico, adottato per prima in Italia da una grande amministrazione municipale come Torino, è stato un elemento originale e innovativo per il governo locale, in una logica dominata dalla creazione di forti leadership urbane, poggianti su ampie coalizioni di interessi territoriali. Ha consentito di conseguire alcuni risultati per i quali è stato determinante il coinvolgimento degli attori locali, mobilitatisi per raggiungere, in base a un’azione condivisa e concertata, obiettivi e traguardi sui quali esisteva un vasto consenso. Per queste stessa ragioni, l’azione del Piano Strategico è divenuta dipendente dagli stessi cicli amministrativi e politici dai quali traeva linfa e legittimazione, fino al punto di venire prosciugata anche (e forse soprattutto) in ragione  del  raggiungimento di alcuni dei più importanti gli obiettivi di trasformazione urbana indicati nel Piano Strategico.

 

/Gli spin-off

 

Una caratteristica del Piano Strategico di Torino – ininterrotto nelle sue tre edizioni – è stata la propensione a costituire spin-off. Agenzie particolari, specializzate nella realizzazione di eventi o nel presidio di funzioni sono nate fin dai primi anni di attività, spesso affiancando progetti speciali caratterizzati da un impianto multi-stakeholder – per gli studenti universitari come per le Olimpiadi, per la componentistica del settore auto come per la rete europea delle città, per la Corona delle Delitiae come per l’incompiuta Biblioteca multimediale, per i giovani creativi come per gli operatori del sociale. Torino 2008 World Design Capital, Italia 150, Urban Center Metropolitano, Atrium, Comitato Torino Automotive, Torino Wireless sono soltanto le più note evidenze di questa attitudine. E in questo quadro si colloca anche la nascita nel 2010 di Torino Nord Ovest, l’ultimo ente incubato da Torino Internazionale che ha usufruito delle competenze di progetto e networking sviluppate dall’associazione e che sono sempre state un tratto distintivo del suo staff.

 

Nella sua attività, Torino Internazionale si è trovata spesso a misurarsi, per adempiere alla sua missione di agenzia del Piano Strategico, con le tendenze e le dinamiche del territorio e del paese; ha cercato di interpretarne i segnali e di delinearne le possibili prospettive. Non è infatti pensabile tracciare un Piano prescindendo dallo sviluppo di una  opportuna attività di ricerca e analisi che tenga conto della evoluzione dell’economia della società – particolarmente settentrionale. In altre parole, il lavoro di supporto per il Piano strategico ha comportato anche un impegno progressivamente più ampio di Torino Internazionale per cogliere e interpretare i sintomi di mutamento e di scenario destinati a condizionare i valori e le scelte portanti del Piano stesso.

Quando tale dimensione è divenuta un momento importante e qualificante, tale da suscitare e raccogliere l’attenzione di molti dei soggetti e degli operatori del sistema locale di Torino e non solo, si è prefigurata la possibilità di disegnare un percorso autonomo che ha consentito di focalizzare risorse di conoscenza accumulate e oggi spese secondo una formula particolare e con pochi eguali: né solo ricerca, né solo pianificazione strategica, ma entrambe le dimensioni. Si tratta di un lavoro di frontiera che esige un’attenta opera di affiancamento di una pluralità di attori privati e pubblici e che è naturale compito di un soggetto indipendente, un centro di studio e di analisi applicata di carattere non accademico. Con la missione di aprire terreni di confronto e discussione, poggiati su una base di contatti frequenti e regolari e su un’interazione continua fra le componenti del sistema locale.

 

Per queste ragioni è nato Torino Nord Ovest.

 

|||

 

Cosa abbiamo fatto, quando eravamo Torino Internazionale

 

>Alcune pubblicazioni

  • Lavoratori della Conoscenza. Protagonisti, politiche, territori (2009)
  • Arte contemporanea a Torino. Da sistema locale a eccellenza internazionale (2010)
  • Torino in Ten Stories (2008)
  • Dentro l’automotive. Indagine sullo stato dell’arte e sulle prospettive dell’industria dell’indotto autoveicolistico in Torino e Piemonte (2007)
  • Mirafiori e le altre (2007)
  • Progettazione e sviluppo del prodotto autoveicolistico. Indagine sul know-how inTorino e Provincia (2003)
  • Torino nella competizione europea. Un esercizio di benchmarking territoriale (2001)

 

>Alcuni progetti

(in lavorazione)

 

>I documenti strategici della Città

  • Il piano strategico per l’economia della conoscenza (2006)
  • Verso il secondo Piano Strategico (2005)
  • Scenari per il sistema locale. Valutazioni sul Piano Strategico di Torino e sulle prospettive di sviluppo nell’area metropolitana (2005)
  • Piano strategico per l’internazionalizzazione della città (2000)
  • Verso il Piano (1999)
  • I dati fondamentali. Informazioni sintetiche di base per la costruzione del Piano (1998)

 

>Immagini