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‘tono’ Social Innovation

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Il termine social innovation definisce un set di strategie, idee, innovazioni, strumenti per rispondere a bisogni sociali in campi diversi – dall’educazione al lavoro, dalla mobilità alla qualità della vita, dalla salute all’inclusione sociale – all’incrocio di tre dimensioni: l’innovazione tecnologica e organizzativa, la persona e i suoi bisogni, la capacità del singolo di contribuire in modo diffuso ai cambiamenti urbani e sociali. Il concetto fa riferimento alla necessità di fornire risposte nuove (innovative?) a domande sociali emergenti e pressanti, con l’obiettivo ultimo di migliorare il benessere delle comunità. Parlare di social innovation significa favorire una cultura diffusa dell’interazione finalizzata a co-progettare politiche di sviluppo, stimolare forme d’imprenditorialità diverse dal passato, rispondere a bisogni anche non codificati della società e dei territori. Il tutto trasformando idee in servizi, prodotti, soluzioni ad alto valore aggiunto, economico e sociale.

 

A livello europeo, il tema è introdotto nel 2010 con l’azione Social Innovation Europe, che pone l’obiettivo di fare analisi, definire policy, favorire benchmarking di buone pratiche, stabilire misure di stimolo adeguate nel quadro della Strategia Europa 2020 e del periodo finanziario 2014-2020. In Italia, il tema è affrontato in modo sistematico per la prima volta da un bando nazionale del Miur nel 2012, Smart Cities and Communities e Social Innovation, che destina 65 milioni di euro alla realizzazione di progetti d’innovazione sociale promossi da giovani con meno di 30 anni.  Su 40 progetti ammessi a finanziamento, 11 proverranno dall’area torinese.

 

A sei anni di distanza, febbraio 2016, a Bruxelles la conferenza Strumenti Finanziari nel Fondo Sociale Europeo ha discusso la possibilità di impiegare strumenti orientati a generare intenzionalmente ritorno economico e impatto sociale misurabile. Con questo passaggio, la Commissione europea ha di fatto riconosciuto l’opportunità di guardare oltre il tradizionale schema dei grants e introdurre i meccanismi di pay for success, ovvero superare la logica del fondo perduto, impegnando i soggetti privati a restituire i finanziamenti ricevuti in una logica di compartecipazione finanziaria: è l’elemento distintivo della finanza di impatto.

 

Un cambio di orientamento che avviene in un momento storico nel quale tutte le regioni europee si avviano a programmare le risorse del Fondo Sociale Europeo per il periodo 2014-2020. Lo stesso giorno la giunta della Regione Sardegna, prima tra le amministrazioni pubbliche italiane, ha costituito il fondo di Social Impact Investing, che sosterrà con 8 milioni di euro interventi imprenditoriali con ricadute positive di impatto sociale ed occupazionale misurabili. A queste prassi può ispirarsi il Piemonte, che ha stanziato sul Fondo Fesr 4 milioni di euro da usare per sperimentazioni di impact investing a favore della nuova imprenditorialità sociale.

 

Nell’orizzonte di sei anni, anche la reattività del territorio metropolitano torinese ha segnato passi in avanti, potendo contare oggi su un landscape popolato da organizzazioni pubbliche e private, e un palinseto di iniziative che fanno di Torino una capitale della social innovation italiana. Anche gli incubatori universitari e i centri di ricerca applicata si sono progressivamente interessati alle dinamiche dell’innovazione sociale; altri progetti a regia pubblica hanno animatoil campo, fra i quali Torino Smart City e l’iniziativa Torino Living Lab. Un nuovo ciclo ha investito l’Osservatorio Economia Civile fondato dalla Camera di commercio di Torino, che modifica mission e denominazione in Comitato Imprenditorialità Sociale, allargando il raggio d’azione verso l’innovazione tecnologica e l’elaborazione di modelli manageriali nuovi adeguati al mondo no profit.

 

I progetti di tono.

 

Torino Nord Ovest è partner della Città di Torino e di altre istituzioni locali dalle prime battute del programma metropolitano legato alla social innovation.

 

La collaborazione ha avuto inizio nel novembre 2012 con  un workshop internazionale organizzato con il contributo di German Marshal Fund of the United States e Compagnia di San Paolo, per approfondire gli orientamenti della Commissione Europea e del Governo Italiano e presentare al pubblico torinese alcune buone pratiche nazionali ed internazionali. In quella occasione sono presentate le linee essenziali della piattaforma Torino Social Innovation e la misura di finanziamento per giovani imprenditori FaciliTo Giovani.

 

In seguito, con la regia di Torino Nord Ovest è stato realizzato il portale torinosocialinnovation.it e un programma di animazione culturale per stimolare la diffusione della cultura della social innovation attravero informazioni, eventi e una campagna social. Il programma, che ha raccolto l’interesse di una vasta partnership pubblica-privata, è stato varato ufficialmente il 18 dicembre 2013 e presentato a operatori e istituzioni locali nel corso di un meeting al Teatro Gobetti.

 

Nel 2016, Torino Nord Ovest è incaricato dalla Compagnia di San Paolo di progettare l’Atelier Social Innovation Metropolitana, con l’obiettivo di stimolare il confronto fra i principali protagonisti della social e open innovation, e costruendo le premesse per dar forma a un ecosistema capace di rappresentarsi e agire, su alcuni fronti, in modo compatto.

 

Annalisa Magone

@annalisamagone

 

/Inoltre

  • Il sito Torino Social Innovation
  • I materiali sulle prime fasi del progetto (workshop 2012, presentazione 2013)
  • Le informazioni sulla seconda fase del progetto (atelier 2016)
  • L’intervista a Annibale d’Elia, responsabile del programma social innovation Regione Puglia Bollenti Spiriti