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Le Langhe e il Roero

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/le ragioni del progetto

 

Langhe e Roero costituiscono un caso di studio interessante per le peculiarità del percorso intrapreso negli ultimi trenta-quaranta anni: da una condizione di marginalità e arretratezza, dalla fine degli anni settanta si è avviata una fase di crescita poggiata su una base manifatturiera cresciuta nel dopoguerra grazie a imprenditori locali, su cui si è innestato il riconoscimento e la valorizzazione di specificità antiche come l’enologia e l’enogastronomia. Alla vigilia della Candidatura Unesco, al centro di dinamiche di trasformazione che stanno cambiando l’impianto socio-economico del dopoguerra, la società locale si interroga sul proprio futuro e si divide sulle linee di sviluppo che dovrebbe prendere.

 

/dentro la ricerca

 

Ricerca biennale, Le Langhe e il Roero come fattore di sviluppo in provincia di Cuneo, sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, ha l’obiettivo di studiare potenzialità e fattori critici dell’area, identificando particolarità, aspetti di forza e di debolezza caratteristici del territorio per restituire un quadro articolato e sistematico le dinamiche evolutive in atto, le attuali criticità e le potenzialità inesplorate.

 

/prima fase (2013)

Ha tratteggiato un quadro strutturale aggiornato e dettagliato delle dotazioni e delle dinamiche territoriali, sociali ed economiche degli ultimi anni, attraverso l’analisi di un ampio set di dati statistici e della letteratura. L’analisi dei dati ha consentito di mettere a fuoco i caratteri unificanti di Langhe e Roero ma anche le specificità locali delle diverse sub-aree; mentre alcuni studi hanno fornito la cornice interpretativa entro cui collocare le trasformazioni. La logica analitica, fortemente comparativa, ha inoltre permesso di rilevare non solo particolarità di questo territorio, ma anche le similitudini con altre aree della provincia e della regione.

 

Sono state considerate le caratteristiche insediative, il sistema ambientale (acqua, aria, clima,  consumo di suolo, radiazioni, fonti energetiche, ciclo dei rifiuti), il sistema infrastrutturale (reti di trasporto e telematiche, accessibilità e mobilità), le caratteristiche socio-demografiche (popolazione residente, densità, saldi demografici, invecchiamento e salute, immigrazione, occupazione e reddito), il sistema economico e produttivo (imprese e addetti, agricoltura, manifattura, edilizia e mercato immobiliare, commercio, turismo e offerta ricettiva,  sistema creditizio, sistema culturale), il welfare (sanità e istruzione).

 

/seconda fase (2014)

Basata su una campagna di interviste a testimoni qualificati, per indagarne le percezioni e le tendenze in atto (già tratteggiate dall’analisi dei dati), verificando possibili interpretazioni dei quadri evolutivi. I testimoni, selezionati in modo da riprodurre la varietà di ruoli e di caratteri sociali presenti nel territorio, comprendono amministratori locali, rappresentanti del mondo produttivo, del commercio e delle professioni, operatori sociali dei servizi di welfare, società civile, rappresentanti dell’associazionismo locale, di enti culturali.

 

All’indagine sul campo è stato affiancato un approfondimento sulle immagini del territorio, realizzato attraverso gli strumenti della content analysis applicati agli ambienti mediali, passando al setaccio un gruppo di fonti da media tradizionali (la locale “Gazzetta d’Alba”) e social media (twitter). Ne viene fuori lo spaccato di una società polarizzata, dove le generazioni, le professioni, le culture, persino le municipalità non si mescolano ma preferiscono l’iniziativa individuale.

 

/in sintesi

 

/periodo 2013

/partner Fondazione CRC

 

  • La ricerca (quaderno 22, Fondazione Crc).