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Generazioni del vino | Video

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/ le ragioni del progetto

 

Come ha certificato l’Istat, i dati aggregati dell’agroalimentare italiano mostrano un settore sostanzialmente in salute, anche nel decenio della crisi: mentre il valore aggiunto dell’economia italiana nel complesso cresceva del 6%, e quello del settore manifatturiero si riduceva del 2%, il settore agroalimentare faceva segnare un saldo positivo del 10%. Un orizzonte in cui si inquadra la crescente disponibilità di innovazione tecnologica che va sotto il nome di agricoltura 4.0 e comprende soluzioni organizzate in due grandi famiglie: l’agricoltura di precisione (GPS, trattori a guida satellitare), con il 70-80% delle nuove attrezzature agricole vendute oggi che sono ormai dotate di componenti per questo scopo e stime di crescita secondo Roland Berger del 50% entro il 2020; e l’Internet of Farming (droni, sensoristica, IOT, Big Data) dove il costo di un drone ad uso agricolo scende fino a 2.000 € per i modelli meno sofisticati.

 

Insieme a modelli come la multifunzionalità in agricoltura (nel decennio 2006-2016, la lavorazione dei prodotti agricoli ha segnato +34%, mentre le attività collaterali come la produzione di energie rinnovabili, la sistemazione di parchi e giardini e l’agriturismo sono cresciuto di un eclatante +235%) e a bioeconomy (la produzione biologica ha raggiunto il 14,5% del totale nel 2016 segnando una crescita del 29% dei produttori, mentre le denominazioni di origine segnano +87% sui prodotti certificati), dotazione tecnologica e cultura dell’innovazione si presentano come i più potenti driver di cambiamento negli anni della maturità della globalizzazione.

 

Escludendo le aziende con grandi superfici coltivate che da tempo utilizzano l’agricoltura di precisione, e che tuttavia rappresentano l’1% della superficie coltivata totale italiana, molte piccole e medie imprese del settore vitivinicolo rientrano in questo paradigma, per via delle forti capacità innovative nelle colture in campo, i processi di automazione della cantina e dell’imbottigliamento e con l’e-commerce. Secondo una ricerca condotta sul settore viti-vinicolo da Nomisma per l’Osservatorio Eban sul lavoro agricolo, l’80% delle aziende ha introdotto innovazione di vario genere negli ultimi tre anni, l’87% conta di realizzarne nel prossimo futuro e il 62% ha guardato in particolare al tema dell’agricoltura 4.0.

Se evoluzione tecnologica e cambiamento nei consumi premono dunque sul viti-vinicolo come su tutto il Made in Italy di alta gamma, come si adatterà al cambiamento il settore e che ruolo giocheranno nel nuove generazioni per intepretare il punto di equilibrio fra tradizione e innovazione che ha fatto la fortuna del vino e dei suoi territori simbolo? Dunque che profilo di competenze e valori avrà il vigneron del futuro?

 

/dentro il progetto

 

Una giornata con le classi quarte dell’Istituto Umberto I di Alba, tra le più prestigiose Scuole Enologiche del paese, per discutere del lavoro che cambia e dell’innovazione tecnologica che non risparmia un settore ancorato al rispetto della tradizione. I dialoghi con gli studenti, ripresi in un video, affrontano il tema della preparazione al lavoro da 5 angolazioni.

 

  1. Vigna vs. Cantina | Ragionando di futuro quale prospettiva ci si immagina, più agronomo o più enologo? I profili si compenetrano? Cosa li tiene insieme e cosa li distingue?
  2. Tecnologia vs. Tradizione | La tecnologia sta cambiando il settore primario come quello della trasformazione alimentare, e nel mondo del vino questo fenomeno è arrivato prima. Ma l’agritech propone ulteriori passi in avanti su temi come il controllo della produzione, la gestione delle risorse idriche, il consumo energetico, la selezione delle colture, il governo dei territori. Qual è la percezione del cambiamento in atto?
  3. Locale vs. Globale | Il vino è la metafora stessa della capacità del Made in Italy di essere ancorato al territorio ma al tempo stesso aperto al mondo. Qual è la visione del mondo che hanno le nuove generazioni? Cosa spaventa, cosa si aspettano e come si preparano?
  4. Famiglia vs. Individuo | Guardare al mondo del vino nel territorio nelle Langhe è una voca personale ma anche evidentemente un portato familiare. Quanto ha contato la famiglia nella scelta di intraprendere questo percorso di studi? Quali motivazioni ultime ne sono alla base?
  5. Langhe vs. Roero | Territori diversi che si ritrovano oggi a condividere la medesima opportunità, gestire un riconoscimento Unesco che può qualificare un brand territoriale e una strategia di rilan-cio e tutela. Quanto è davvero percepita questa novità dai più giovani? E quanto consente di andare oltre divisioni hanno segnato il comportamento delle passate generazioni?

 

Da un progetto di Tatiana Mazali e Paola Mussinatto (torinonordovest).

Produzione di Riccardo Antonino (lenterstudio).

 

Il video fa parte di una collana editoriale multimediale progettata da torinonordovest che il rapporto fra gli studenti delle scuole superiori e il lavoro alla luce della transizione industriale e della digtal transformation.

 

/in sintesi

 

/periodo 2019

/partner Vassallo Delfino, Istituto Umberto I Alba

 

  • Il video Generazioni del vino (in pubblicazione)
  • Il video Discorsi sulla smart factory (Istituto Avogadro, Torino)