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Il professionista digitale

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Tatiana Mazali (Mantova 1973) è sociologa dei media e si occupa di culture digitali. Dal 2005 è docente a Ingegneria del cinema e dei mezzi di comunicazione al Politecnico di Torino. Ha pubblicato Digital workers, i professionisti delle industrie creative (2016), The Posthuman at work (2015), Il lavoro digitale: professioni, luoghi, persone (2014), Giovani, media e consumi digitali (2008).

 

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Le prospettive delle professioni creative digitali, come lo sviluppo di web e app, il visual e graphic design, il videomaking, l’animation, la digital music o la digital interaction, sembrano monopolizzare il dibattito sulle possibili vie di uscita dalla crisi, declinandosi via via secondo sfumature diverse: se ne parla talvolta come un’articolazione della economia della conoscenza, talvolta come una esplicazione delle industrie creative, talvolta ancora riferendosi alle cosiddette città creative e alla creative class.

 

Molti sono i modelli in uso per definire i confini di tali settori, dunque per valutare il loro peso all’interno del sistema economico, globale e locale. Fra questi modelli, ne citiamo tre: la prima mappa delle industrie creative proposta nel 1998 dal Department for Culture Media & Sport (UK), il modello italiano del Libro Bianco della creatività che considera anche le industrie del gusto, il modello del World Intellectual Property Organisation che mette al centro il problema del copyright.

 

Sono i confini scientifici di un dibattito che fa da cornice alla realtà concreta delle professioni digitali e dei giovani che si impegnano in questo campo, recentemente affrontata anche dalla ricerca di Unioncamere e Symbola L’Italia che verrà. Ma chi sono costoro veramente? Come operano? Quale cultura professionale condividono? Che problemi affrontano e quali traguardi immaginano per il proprio futuro?

 

Queste le domande alla base di un ampio progetto di ricerca, che tono ha condotto e di cui è prevista la conclusione a giugno 2014. Si tratta di una indagine finanziata dalla Fondazione CRT e cofinanziata da Torino Nord Ovest, realizzata con il supporto della Fondazione ISI e del Politecnico di Torino. Obiettivo principale del lavoro è conoscere i profili, i bisogni, le aspettative dei professionisti della creatività digitale (media oriented), per stimolare una riflessione sulle politiche di sviluppo e di sostegno a tali professioni. Il lavoro è stato organizzato in due fasi: una prima parte, condotta attraverso un’indagine focalizzata su un campione ristretto di testimoni privilegiati, e una seconda, appena avviata, che prevede la realizzazione di una survey nazionale aperta ai professionisti.

 

Le conclusioni dell’indagine.

Alcuni elementi comuni sembrano caratterizzare in modo trasversale le pur diverse professioni del digitale, per esempio l’apprendimento basato sul learning by doing, la prevalenza di una dimensione collettiva nello svolgimento della professione, l’importanza delle reti sociali a tutti i livelli delle prassi professionali (non solo per la promozione del proprio lavoro), la tensione continua fra capitalismo personale e precariato.

 

La prima fase orientativa della ricerca ha già messo in luce che i creativi digitali sono altamente specializzati, entrano nel mercato del lavoro relativamente presto ma molti di loro hanno redditi bassi (entro i 10.000 euro l’anno), che si sposano con la mancanza di un adeguato riconoscimento sociale del proprio lavoro e delle competenze espresse. Allo stesso tempo, si tratta di professionisti molto consapevoli e motivati, che considerano irrinunciabili elementi professionali come la passione (la dimensione del piacere legata a ciò che si fa), la relazione (fare qualcosa insieme agli altri e per gli altri), l’esplorazione (mutare, rinnovarsi, imparare, percorrere strade diverse e innovative), la libertà (di idee e di tempo), l’espressione di se stessi attraverso un atto creativo.

 

Tatiana Mazali

@tatianamazali

 

/Inoltre

  • Il progetto di ricerca
  • Il rapporto conclusivo
  • I risultati della ricerca sono stati presentati alla conferenza internazionale del network europeo eCOST The Dynamics of Virtual Work: the Transformation of Labour in a Digital Global Economy alla University of Hertfordshire (UK) il 4 settembre 2014
  • I risultati della prima fase, presentati alla conferenza internazionale Crisis, Critique and Change della European Sociological Association (Torino 31 agosto 2013)