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Creatività digitale & sviluppo locale

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/le ragioni del progetto

 

Le prospettive delle professioni creative digitali (come lo sviluppo di web e app, il visual e graphic design, il videomaking, l’animation, la digital music o la digital interaction) sembrano monopolizzare il dibattito sulle possibili vie di uscita dalla crisi, declinandosi secondo sfumature diverse: se ne parla talvolta come un’articolazione della economia della conoscenza, talvolta come una esplicazione delle industrie creative, talvolta ancora riferendosi alle cosiddette città creative e alla creative class.
Molti sono i modelli in uso per definire i confini di tali settori, dunque per valutare il loro peso all’interno del sistema economico, globale e locale. Alcuni elementi comuni sembrano caratterizzare in modo trasversale le pur diverse professioni del digitale, per esempio l’apprendimento basato sul learning by doing, la prevalenza di una dimensione collettiva nello svolgimento della professione, l’importanza delle reti sociali a tutti i livelli delle prassi professionali (non solo per la promozione del proprio lavoro), la tensione continua fra capitalismo personale e precariato.

 

/dentro la ricerca

 

Creatività digitale e sviluppo locale è un ampio progetto di ricercaco-finanziato dalla Fondazione CRT e torino nord ovest, realizzato con il supporto della Fondazione ISI e del Dist (Università e  Politecnico di Torino), durato diciotto mesi. L’obiettivo conoscere i profili, i bisogni, le aspettative dei professionisti della creatività digitale (media oriented), per stimolare una riflessione sulle politiche di sostegno a tali professioni. Il lavoro è stato organizzato in due fasi: la prima prevedeva una  indagine focalizzata su un campione ristretto di testimoni privilegiati; la seconda di realizzare una survey nazionale aperta ai professionisti.

 

/i risultati

Cosa ci dice la ricerca? Secondo i primi risultati parziali, i creativi digitali si mostrano altamente specializzati, entrano nel mercato del lavoro relativamente presto, spesso patiscono la mancanza di un adeguato riconoscimento sociale del proprio lavoro e alle competenze espresse. Allo stesso tempo, si tratta di professionisti molto consapevoli e motivati, che considerano irrinunciabili elementi professionali come la passione (la dimensione del piacere legata a ciò che si fa), la relazione (fare qualcosa insieme agli altri e per gli altri), l’esplorazione (mutare, rinnovarsi, imparare, percorrere strade diverse e innovative), la libertà (di idee e di tempo), l’espressione di se stessi attraverso un atto creativo.

 

Sono i confini scientifici di un dibattito che fa da cornice alla realtà concreta delle professioni digitali e dei giovani che si impegnano in questo campo. Negli ultimi mesi, l’indagine cercherà di rispondere alla domanda chi sono veramente, come operano, quale cultura professionale condividono, che problemi affrontano e quali traguardi immaginano per il proprio futuro questi giovani professionisti?

 

/in sintesi

 

/periodo 2013-2014

/partner Fondazione CRT, Fondazione ISI, DIST

 

  • Il rapporto
  • I risultati finali della ricerca sono stati presentati alla conferenza internazionale del network europeo eCOST The Dynamics of Virtual Work: the Transformation of Labour in a Digital Global Economy alla University of Hertfordshire (UK) il 4 settembre 2014 (programma).
  • I risultati intermedi sono stati presentati alla Conferenza internazionale della European Sociological Association (31 agosto 2013), al Network Europeo COST Action IS Dynamics of Virtual Work di Bucarest (26 marzo 2014) e al V Ethnography and Qualitative Research Conference (5-7 giugno 2014).
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