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イタリアにおける人間とインダストリー4.0

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A cura dell’Istituto Italiano di Cultura di Osaka, pubblicata a luglio 2019 la traduzione di Il lavoro che serve in una riduzione giapponese con testo a fronte sotto il titolo Persone e Industria 4.0 in Italia. La cultura digitale, il lavoro che cambia, le sfide per l’università. Il libro è uscito nella collana Master Class Italia che propone i contributi di artisti, professionisti e ricercatori italiani invitati dall’Istituto Italiano di Cultura di Osaka con Io scopo di diffondere Ia cultura contemporanea italiana in Giappone.

 

La pubblicazione è stata presentata in una conferenza al Kyoto Institute of Technology con il direttore dell’istituto Stefano Fossati e Tatiana Mazaliper Torino Nord vest e Politecnico di Torino, nel corso della quale si discuterà di trasformazione 4.0 e suo impatto reale, sociale e produttivo, in corso in Italia, con particolare interesse verso il ruolo dei media digitali come strumento aziendale.

/indice del libro

  • Prefazione, Stefano Fossati
  • Introduzione all’edizione giapponese, Annalisa Magone
  • Media e cultura digitale in fabbrica – L’interfaccia siamo noi – Il moderno bricoleur,  Tatiana Mazali
  • Ingegneri di nuova generazione, Guido Saracco
  • Traduzione di Mayumi Suzuki

 

Come noto, il tema dell’industria 4.0 non coinvolge solo aspetti scientifici e tecnologici (non si tratta solo della quantità di robot impiegati nella produzione), ma l’organizzazione e l’interazione, tramite i programmi informatici, di tutti gli elementi del ciclo produttivo, includendo in esso i consumatori ultimi del prodotto. È un fenomeno, quindi, che è destinato a trasformare l’intera cultura della società contemporanea.
Un aspetto della ricerca di Mazali che ho personalmente trovato molto interessante è la capacità di evidenziare l’elemento umano, culturale e personale, nei vari casi di riconversione industriale analizzati. La scelta di soffermarsi sulla biografia professionale dei protagonisti, al di là del valore stilistico che rende più piacevole la lettura del saggio, porta a riflettere sull’importante ruolo che la tradizione può svolgere nei processi di rinnovamento, contribuendo a stemperare quel carattere di spersonalizzazione (se non di disumanità) che il progresso tecnologico e scientifico sembra spesso assumere.
Mi auguro, quindi, che anche su questo aspetto (ossia la ricerca di un equilibrio nel rapporto tra tradizione e innovazione) Giappone e Italia, essendo entrambi Paesi che vantano una tradizione millenaria, potranno trovare ulteriori elementi di confronto e collaborazione.

Stefano Fossati

/periodo 2019

/partner Istituto Italiano di Cultra di Osaka, Guerini e Associati, Politecnico di Torino

  • Il libro bilingue
  • Il sito dell’Istituto di Osaka
  • Il sito del Kioto Design Lab