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Il Sole 24 Ore | Nova

25.11.2018

Dalle colonne di Nova, Luca De Biase ritorna sul rapporto fra uomini e macchine nel lavoro del futuro, citando due studi. Il lavoro di che serve di tono è la ricerca sul campo dove che scopre come «i modelli interpretativi vanno adattati alla varietà delle condizioni reali» anche se alcune regolarità si possono individuare, nei diversi contesti aziendali.

«Ci sono tre idealtipi: la fabbrica esperta, la fabbrica automatica e la fabbrica intelligente». Il funzionamento della prima dipende dalle conoscenze delle persone che lavorano. La codificazione e l’automazione servono ad aumentare l’efficienza nel quadro delle attività conosciute. La fabbrica intelligente abilita le persone a cercare nuove sinergie, trovare nuovi segmenti di valore, ricombinare le soluzioni per sperimentare innovazioni di vario genere.

Mentre nello studio condotto da James Wilson e Paul Daugherty di Accenture (che sarà pubblicato anche in italiano ne 2019 per i tipi di Guerini) mostra come la strategia della sostituzione di umani con macchine è fondamentalmente sbagliata, poiché le tecnologie innovative consentono ben altro: abilitare le persone a trasformare i processi, i mercati, la produttività e la qualità del lavoro.

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