«Ho visto il declino di tutte le company town lungo la “Rust Belt”, la cintura della ruggine americana: quando la compagnia cade o si ridimensiona, declina anche le città. A Torino, la Fiat ha avuto un brusco ridimensionamento rispetto agli anni in cui aveva duecentomila addetti, ma la città ha tenuto, e invece di declinare ha usato la propria cultura industriale per trovarsi nuove vocazioni. Il risultato: Torino è, per certi aspetti, più vitale di tante altre italiane. Ricordo bene quando la città era in bilico, e per le mia esperienza internazionale spesso venivo invitato a cena, insieme agli ospiti stranieri. Il modo in cui destra e sinistra hanno unito competenze e conoscenze per ottener le Olimpiadi, fa di Torino un caso unico, un modo per sfruttare le proprie potenzialità che altre grandi città italiane, come Milano, Roma, Napoli, non hanno.
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