19 marzo 2010 / redazione

Il vostro sguardo

Sei di Torino ma lavori fuori? Vieni da fuori e lavori a Torino?
Sei un torinese doc? Qual è il tuo rapporto con la città?
Ne hai un’idea precisa? Si rispecchia nei suoi luoghi comuni?

Raccontaci la tua storia e le tue idee.
Oppure commenta i post di alcuni giornalisti legati da esperienze personali o professionale a Torino.

4 Commenti

  1. 21 marzo 2010 / Federico

    Torino…Torino vista da fuori è ancora più bella di quando la vivi quotidianamente ma questo non è solo perchè si sente la nostalgia di casa, mancano gli angoli, le piazze, le chiese, le colline, manca quella atmosfera torinese che se come me vivi per un pò fuori sai che è solo sua…i “salotti torinesi”, quella falsa cortesia, e il suo snobbismo da provincia e non da città…ma è bella anche per questo.
    Per me Torino è un posto dove tornare è sentirmi nel mio “nido” con tutte le sue abitudini e tutti i suoi intrighi, i miei amici, i miei cari, anche se Torino è una città pronta dimenticare presto…è una città che un pò ti inghiotte, che con quella sua cappa sempre un pò grigia ti tiene prigioniero dei problemi e delle quotidinanità…che ti coinvolge nel bene e nel male…a Torino se vuoi c’è sempre da fare…comunque tra poco tornerò e per un pò mi immergerò nella primavera torinese e i suoi colori.

  2. 19 marzo 2010 / Serenella

    Torino è una città che si guarda allo specchio, ma di sfuggita, come quelle donne che sono naturalmente belle, mamme che lavorano che finiscono di vestirsi in ascensore, per la fretta delle cose quotidiane da fare e perché in fondo non bisogna perdere troppo tempo a compiacersi di sé.
    Torino è una città cornice, che contiene e dà vita a molti quadri eccezionali, che non potrebbero stare in un contesto diverso. Ma come ogni cornice che si rispetti cerca di non mettersi troppo in mostra, di valorizzare il contenuto, non se stessa, quasi di “farsi dimenticare”.
    Torino è la città dell’impegno e della fatica, della strada che ha un cuore, che sa trasmettere esperienza mentre la si percorre. È una strada di montagna, un sentiero fatto con compagni di viaggio a volte silenziosi (perché il fiato in montagna è un bene prezioso, da usare con parsimonia), ma con la mano pronta a sorreggerti quando c’è un passaggio difficile. Torino è la soddisfazione di quando arrivi al colle: è al tempo stesso il sentiero faticoso che hai alle spalle e il panorama meraviglioso che ti si apre di fronte. È quel posto di mezzo, in cui hai tutto e niente: la fatica dell’esperienza fatta e la speranza del nuovo percorso. È la città di chi parte e arriva per partire.
    Torino è la mia città, l’unica in cui io possa veramente essere io.

  3. 3 marzo 2010 / Roberto

    Descrivere e fotografare Torino non é semplice…è un insieme di emozioni, ricordi, affetti…non riuscirei a descriverla senza coinvolgere forti emozioni…
    Ma se dovessi descriverla, lo farei nel modo in cui meglio si fa raccontare: in una fotografia. Una fotografia un po’ mossa, in movimento come nel suo DNA, una di quelle fotografie che non noti subito ma che più la guardi, più ti racconta e più ti coinvolge…
    In primo piano una donna un po’ mascolina, un po’ operaia. Vestita da sera, in posa per farsi fotografare dal mondo intero, statuaria con il suo atteggiamento olimpionico, ma con uno sfondo che fa da contrasto di una città trasandata, un po’ sporca, in un continuo cantiere.
    Di fronte un signore ossuto magro con uno sguardo profondo, occhi da clochard, intensi e pieni di dignità che raccontano una vita nobile.
    In Bianco e Nero nel più perfetto dei suoi contrasti.
    I due personaggi al centro di un incrocio, tra i i grandi palazzi in cantiere con appesi manifesti disegnati da Armando Testa che raccontano con un po di ironia costumi e usi italiani che ancora oggi mi porto dietro e conservo gelosamente.

  4. 2 marzo 2010 / Fabrizio Zanelli*

    Personalmente trovo affascinante il moto di costante evoluzione culturale che Torino va vivendo nonostante i torinesi. Un’evoluzione per certi versi più caratteristica e propria di una città di provincia che non di un capoluogo o, peggio, di una Prima Capitale ove in genere si vive di ricordi e rimpianti. Dicevo “nonostante i torinesi” perché riesce difficile guardare con occhio indulgente coloro che di fronte al nuovo son contrari a prescindere. Quando pubblico una foto inerente a qualcuna delle installazioni di Luci d’Artista ricevo decine e decine di commenti estasiati da tutto il mondo (ripeto: da tutto il mondo) e la foto potrà anche esser suggestiva ma indubbiamente ciò che cattura l’attenzione è la realizzazione e soprattutto la scenografia del luogo. Grazie alle Olimpiadi e a una sapiente regia: monumenti, ponti e alcuni palazzi all’interno dei quali s’è fatta l’Italia, son stati e sono stupendamente illuminati valorizzando vieppiù la loro bellezza eppure, per qualcuno, le Olimpiadi han dato giusto un quarto d’ora di visibilità alla città. E’ un’occasione perduta quella di non saper andar fieri e orgogliosi della propria città e fin anche delle proprie origini, un viver male a favore, così pare, del dubbio gusto e di un mediocre che, al contrario, già ci circonda con ostinata quotidianità.
    Bellissimo quel “Buongiorno” di Gramellini pubblicato su La Stampa il giorno dell’inaugurazione delle Olimpiadi (10/2/2006) a cui feci seguito con questo:

    “Oggi tu non ti accorgevi ma io di sottecchi spiavo questa concessione al tuo solito modo di essere un poco trasognata distante e altera. Eri lì vezzosa e come fa il gatto che non lo domanda ma lo gradisce, ti facevi accarezzare da migliaia e migliaia di occhi attenti, giovani e stranieri, mollemente sdraiata sotto un terso sole e protetta dalla cornice delle Alpi. In questa giornata senza nuvole e senza miasmi si perdevano stupiti ed ammirati nelle tue piazze aristocratiche, all’ombra dei palazzi nei quali s’è fatta l’Italia, storpiando nomi e commettendo inesattezze ma tu paziente sembravi ammiccare. A volte mi fermavo a guardare come loro ti guardavano indeciso se esser un po’ geloso o un po’ orgoglioso e non so se volerti tutta per me o esser fiero di saperti al centro del mondo. Sei fiaba per amanti che si baciano sulle rive del Po o sotto ai lampioni, sei reale per quanto hai saputo offrire e sei mia e ti amo, Torino.”

    *Autore di Torino Daily Photo il primo blog fotografico della città

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